Maurizio Sarri: dalla Coppa Italia Serie D alla UEFA Europa League, la storia del tecnico valdarnese

Il 10 gennaio del 1959 a Napoli nasce Maurizio Sarri. Figlio di operai, Sarri, si trasferisce a Faella molto presto, diventando a tutti gli effetti un valdarnese. La sua è una di quelle storie da film ed il suo approdo nel Chelsea sembrava utopia quando nel 1990 inizia la sua carriera da allenatore sulla panchina dello Stia.

Poi Faellese, Cavriglia, Antella, Valdema, Tegoleto e Sansovino. A quel punto la scelta di abbandonare il lavoro in banca per dedicarsi interamente a quel mestiere che avrebbe fatto gratis.

“Ho scelto come unico mestiere quello che avrei fatto gratis. Ho giocato, alleno da una vita, non sono qui per caso. Mi chiamano ancora l’ex impiegato. Come fosse una colpa aver fatto altro”.

Alla guida del Sansovino trascina la squadra in tre stagioni dall’Eccellenza alla Serie C2 guadagnandosi anche il soprannome di “Mister 33” in merito alla grande varietà di schemi ed alla cura dei dettagli. Nel 2003 la vittoria della Coppa Italia Serie D gli garantisce la deroga per allenare in Serie C2 ed approda alla corte della Sangiovannese di Arduino Casprini. In quella stagione la sua “Sangio” affronta in coppa la Lucchese allenata da Maurizio Viscidi, considerato tuttora come uno dei più grandi conoscitori di tattica. La Sangiovannese vince agevolmente 2-0, uno dei tanti casi in cui l’allievo supera il maestro. All’esordio nel calcio professionistico ottiene la promozione in Serie C1 e l’ottavo posto nel successivo campionato di terza serie italiana. In estate arrivano le dimissioni e passa al Pescara, esordendo così in Serie B, traghettandola all’undicesimo posto con conseguente salvezza in largo anticipo.

Nel 2006 sposa in corsa il progetto dell’Arezzo, subentrando il 31 ottobre all’esonerato Antonio Conte. Gli amaranto raggiungono anche i quarti di finale di Coppa Italia eliminando prima il Livorno e venendo eliminati poi dal Milan nonostante la vittoria per 1-0 al ritorno. Il 13 marzo 2007 viene esonerato, lasciando però dei risultati che rimarranno nella storia del club: il 2-2 in casa della Juventus di Didier Deschamps e il 2-2 al San Paolo di Napoli. Il 18 luglio dello stesso anno ha una brevissima esperienza con l’Avellino: si dimette il 23 agosto, dopo la gara di Coppa Italia persa con l’Ascoli 0-2, senza cominciare il campionato di Serie B, ritenendo di non poter lavorare in quella che viene da lui descritta come “una situazione priva di programmazione e organizzazione”. Subentra così il 31 dicembre sulla panchina dell’Hellas Verona in Lega Pro Prima Divisione ma viene esonerato poco dopo. Successivamente è la volta del Perugia ma anche qui la sua avventura finisce prima del previsto. Dopo Grosseto, Maurizio Sarri si riscatta sulla panchina dell’Alessandria guidando i “grigi” fino alla semifinale PlayOff ed il 7 luglio 2010 firma con il Sorrento.

Il 25 luglio 2012 firma un contratto con l’Empoli ed è qui che la sua carriera svolta. In avvio di campionato i risultati stentano ad arrivare e dopo nove giornate si ritrova in ultima posizione con solo quattro punti totalizzati ma la squadra comincia la rimonta e chiude al quarto posto: qualificatosi ai playoff, perde la finale per l’accesso in Serie A contro il Livorno, dopo aver sconfitto il Novara in semifinale. Nulla è perduto perchè nella stagione 2013-2014 l’Empoli finisce al secondo posto ed è quindi promossa in Serie A. Esordisce così con gli azzurri nella massima serie italiana. La squadra toscana ottiene una salvezza tranquilla. Giornalisti e colleghi celebrano le capacità di Maurizio Sarri che poco dopo viene scelto da De Laurentis come allenatore del Napoli.

Sulla panchina partenopea stupisce tutti. Chiude la prima stagione al secondo posto centrando la qualificazione diretta in Champions League mentre il secondo anno arriva al terzo posto. Nella terza stagione il Napoli di Maurizio Sarri sfiora addirittura la vittoria del campionato di Serie A ed il 14 luglio 2018 l’ex tecnico di Faellese, Cavriglia e Sangiovannese sottoscrive un accordo triennale con il Chelsea.

L’impatto in Inghilterra è strepitoso ed il neologismo “Sarrismo”, entrato anche nel Dizionario Treccani, si trasforma in “Sarri-ball”. Chiude la sua prima Premier League al terzo posto in classifica con 72 punti mentre il 29 maggio 2019 scrive la storia vincendo la UEFA Europa League grazie al successo per 4-1 nella finale di Baku contro Arsenal. Maurizio Sarri entra così nel ristrettissimo “club” degli otto allenatori italiani capaci di trionfare nella seconda competizione calcistica europea per club per importanza, l’ultimo italiano era stato Albero Malesani nel 1999. E’ il primo trofeo di Maurizio Sarri dopo la Coppa Italia Serie D alzata con il Sansovino nel 2003. Protagonisti di questa vittoria anche Massimo Nenci e Gianni Picchioni, componenti dello staff tecnico del Chelsea, vecchie conoscenze di Sangiovannese e Montevarchi.

Sfoglia la gallery fotografica su: www.instagram.com/sportvaldarno

Articoli simili
Top
error: Content is protected !!