Da Cavriglia al Mondiale di Londra 2018, Giovanni Fantoni risponde alle nostre domande

Il Cavrigliese Giovanni Fantoni è stato impegnato in questi giorni ai Mondiali di Obstacle Cours Race a Londra e tornando in Valdarno ha risposto alle nostre domande.

Giovanni, com’è andata?

L’obiettivo minimo della medaglia di finisher l’ho raggiunto nonostante abbia perso la bend, ovvero il braccialetto che contraddistingue chi ha completato il percorso eseguendo perfettamente tutti e cento gli ostacoli, ad uno ostacolo che non sono riuscito a superare nonostante lo abbia ripetuto aleno quindici volte.

Il percorso di quindici chilometri era costellato di prove di ogni genere: prove tecniche, di forza e di resistenza, tanto fango ed addirittura un tuffo da una rampa di dieci metri in un laghetto con acqua freddissima, trasporti pesanti e poi un tratto finale con un sacco di ostacoli in sospensione, mutirig, monkeybar, ninjarigs etc… Infine una parete di legno alta cinque metri resa scivolosa dal fango portato dagli atleti e diventata un vero incubo da superare.

A casa porto la medaglia di Finischer, oltre alle belle sensazioni e nuove amicizie. Consapevole che c’è ancora tanto da lavorare ma che ci sono buoni margini di miglioramento. Un ringraziamento particolare va ai miei due sponsor che con il loro contributo mi hanno permesso di poter partecipare. Nel frattempo però mi piace molto anche diffondere questa disciplina ancora giovane in italia ma molto diffusa all’estero. Chi vuole può contattarmi tranquillamente sui miei social per qualsiasi consiglio e/o informazione. Facebook @Giovanni Fantoni, Instagram @giovannifantoni71“.

Come è nata questa passione?

Come molte volte capita nella vita, un po’ per caso. Correvo da qualche anno ed un amico mi invitò a provare un tipo di corsa nuova, nel fango, mi disse, e ci sono pure degli ostacoli da superare. Subito me ne innamorai e provai una certa predisposizione. Infatti, per questo tipo di disciplina occorre in buon mix tra qualità, equilibrio, mira, forza, tecnica, corsa, resistenza e resilienza“.

Quando si è reso conto di essere tra i più bravi in italia?

Vorrei precisare che ci sono molti atleti di grande qualità davanti a me che sono anche molto giovani e performanti, io me sono bravo nella mia categoria, che scherzosamente chiamo “vecchietti” in quanto l’età è compresa tra i 45 ed i 49 anni. Quando ho iniziato ho provato alcune gare del circuito Obstacle Cours Race ma solo in open, cioè una categoria non competitiva, poi le Spartan Race altro circuito ma sempre di corse ad ostacoli, poi con l’entrata in vigore delle Age Group ho cominciato a correre nelle competitive e a piazzarmi bene tra i primi quindici, questo mi è valso la qualifica per i mondiali ed europei per il 2017 e 2018“.

Quali sono le sue aspettative?

Ad oggi nel mirino c’è sempre e soltanto la voglia di divertirsi e di imparare cose nuove. La  partecipazione ai mondiali di Londra é stata per per me una esperienza unica. Poter rappresentare la propria Nazione tra quasi cinquemila atleti di sessantotto paesi del mondo è stata una emozione che mi porterò nel cuore per un bel po’. Inoltre tutti gli atleti italiani che ho conosciuto sono stati davvero dei compagni stupendi d’avventura, tifando per me ed incoraggiandomi durante la mia gara, dandomi dei consigli tecnici che non avrei trovato altrove e accogliendomi nei loro team come mai mi sarei aspettato“.

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